martedì 30 novembre 2010

Mario Monicelli

Sì è spento ieri sera, cercando liberazione o serenità (chissà) Mario Monicelli, uno dei maggiori registi italiani. Il grande cineasta era stato colpito da un tumore alla prostata; novantacinquenne ed evidentemente oramai stanco di proseguire si è gettato ier sera dalla sua stanza di ospedale trovando la morte.
Di lui resterà la memoria dei suoi splendidi film.

Mi dispiace non poter scriver altro, ma torno solo ora da scuola.
Vi lascio una della più celebri parti di uno dei film più conosciuti, "L'armata Brancaleone"
L'ironia è stata sempre la chiave dei suoi film, magari il nostro novello comitato si occuperà anche di questo!
una buona serata a tutti, cari ragazzi.

http://www.youtube.com/watch?v=Ry03wwuS4j8

domenica 28 novembre 2010

Fanny Targioni Tozzetti

Beh, dopo aver passato il pomeriggio a correggere le prove leopardiane della mia 5SCT, non posso porprio esimermi dal dedicare qualche righa, sospesa tra l'ironia e il biasimo a questa nobildonna ottocentesca, famosa per aver visto nel Leopardi Giacomo solamente un uomo brutto, ed averlo quindi rifiutato. Certo Giacomo col suo metro e 41 non vodeva essere esattamente un Adone, ma insomma...

Ma appunto qui arriva la mia quinta che, sdegnata per la scarsissima sensibilità della suddetta dama, deciDe di vendicare il dolce poeta, storpiando vergognosamente il nome di lei (socondo me poi, quello pseudonimo Aspasia, da lui usato, sarà servito prorpio ad evitare il garbuglio consonantico del nome dell'amata...)

ed ecco i risultati

  • FAZZY TRONCHETTI
  • FANNI TAGIONI TOZZETTI
  • FANNI TARGETTI
  • FANNY FOSSETTI
  • FANNI TAGLIONI POZZETTI

Programmazione dal 29 al 4 Dicembre

RICORDO A TUTTI LA PROIEZIONE DEL MUSICAL JESUS CHRIST SUPERSTAR (ovvero,  tragedia in musica per due atti), VENERDì POMERIGGIO H. 14.00 SALA TEATRO.
2 CLASSICO:
Lunedì: esercizi
Martedì: lezione "sorpresa" con i ragazzini di terza media
Giovedì:  esercizi
Sabato:VERSIONE IN CLASSE 3

3 CLASSICO:
Lunedì: Omero interrogazione assenti
Martedì: Dodds + correzione versione
Giovedì: Esiodo

4 CLASSICO:
Lunedì: Teatro greco
Martedì: VIRGILIO INTERROGAZIONE (INCIPIT ENEIDE + TEORIA)
Giovedì: Teatro
Venerdì: Virgilio
Sabato:Teatro

5 CLASSICO/LINGUISTICO:
Lunedì: Euripide Troiane (PORTARE ERANOS 3)
Martedì: Dante
Giovedì: Scapigliatura/Naturalismo
Venerdì: Euripide Troiane
Sabato: Leopardi COMPITO!

5 SCIENTIFICO:
Lunedì: Dante VI
Giovedì: Verismo, Verga
Venerdì:Verga

venerdì 26 novembre 2010

Chi è?

Vediamo adesso chi indovina chi è questo elegante signore...

E' BRAM STOKER, AUTORE DEL ROMANZO DRACULA
IL SOLUTORE DELL'ARCANO DELLA SFINGE E' ANDREA C. DI 5SCT

giovedì 25 novembre 2010

Gaudeamus

Magistra puellis puerisque salutem

nuntio vobis magno cum gaudio, habemus nuvum Rocci!
hic est ligamen paginae electcronicae societatis aeditricis Dantis Alighieris in qua explicantur novitates.
accipiuntur tantum sententiae lingua latina (aut greca si praeferitur)

Valete quam maxime

Laura
http://www.societaeditricedantealighieri.it/index.php?page_id=nuovo_rocci

SPLEEN di C. Baudelaire

Quando, come un coperchio, il cielo pesa greve
      Sull'anima gemente in preda a lunghi affanni,
      E in un unico cerchio stringendo l'orizzonte
      Riversa un giorno nero più triste dell notti;

5    Quando la terra cambia in un'umida cella,
      Entro cui la Speranza va, come un pipistrello,
      Sbattendo la sua timida ala contro i muri
      E picchiando la testa sul fradicio soffitto;

      Quando la pioggia stende le sue immense strisce
10  Imitando le sbarre di una vasta prigione,
      E, muto e ripugnante, un popolo di ragni
      Tende le proprie reti dentro i nostri cervelli;

      Delle campane a un tratto esplodono con furia
      Lanciando verso il cielo un urlo spaventoso,
15  Che fa pensare a spiriti erranti e senza patria
      Che si mettano a gemere in maniera ostinata.

      - E lunghi funerali, senza tamburi o musica,
      Sfilano lentamente nel cuore; la Speranza,
      Vinta, piange, e l'Angoscia, dispotica ed atroce,
      Infilza sul mio cranio la sua bandiera nera.

      [da I fiori del male]
      [Traduzione di Giuseppe Cirigliano]

Per le donne

Oggi si celebra la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne.
Per mancanza di tempo, riporto un estratto da un articolo uscito stamane sul Sole 24 Ore, che dà misura delle dimensioni del dramma

"In Italia una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni, nella sua vita è stata vittima della violenza di un uomo. Secondo i dati dell'Istat, sono 6,743 milioni le donne che hanno subito nel corso della propria vita violenza fisica e sessuale, tre milioni quelle che hanno subito aggressioni durante una relazione o dopo averla troncata. Si tratta di violenze domestiche soprattutto a danno di mogli e fidanzate: 8 donne su 10 malmenate, ustionate o minacciate con armi hanno subito le aggressioni in casa. Un milione di donne hanno subito uno stupro o un tentato stupro. A ottenere con la forza rapporti sessuali è il partner il 70% delle volte e in questo caso lo stupro è reiterato. Il 6,6% delle donne ha subito una violenza sessuale prima dei 16 anni, e più della metà di loro (il 53%) non lo ha mai confidato a nessuno. Gli autori sono degli sconosciuti una volta su quattro, nello stesso numero di casi sono parenti (soprattutto zii e padri) e conoscenti."

...e pensare che sembra sempre una cosa lontana da noi, non possibile...

mercoledì 24 novembre 2010

Etica

Latino ETHICA, greco ETHIKE',  significa sotanzialmente abitudine, costume , carattere, che rappresenta poi il sanscrito sva-tha' che nel suo complesso significa "fare proprio".
Insomma una bella etimologia, carica di significati, come a dire che un'etica non è qualcosa di innato, ma qualcosa che cresce dentro di noi, voi,che deve essere psseduta, fatta propria, accompagnandosi alla crescita, che vi accompagna e che permette di fare il giusto, non per una legge esterna che costringe, ma semplicemente perchè così è bene.
Sinonimo pressochè assoluto di morale, costruito invece sulla parola MOS, costume, abitudine (latino).Insomma, c'aveva preso Kant, ammettiamolo... 

AH, PER ALTRO, OGGI SONO STATA AD UNA LUNGHISSIMA RIUNIONE SULLA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE E NE E' USCITO CHE IL FINE DELLA SCUOLA E' APPUNTO QUELLO DI RENDERVI CITTADINI COMPETENTI, OVVERO CAPACI DI AGIRE NEL GIUSTO PER COSCIENZA E NON PER PAURA.
TRAGUARDO MIRABILE, ALTO, ARDUO, MA MIRABILE

lunedì 22 novembre 2010

Chi è?

Guardate questa incredibile foto. 
 Ritrae uno dei maggiori intelletuali del 900; sapreste indovinare chi è?

Pitagora e le Fave

Oggi alla fine dell'interessante conferenza sul pitagorismo mi è stato domandato il perchè dell'astensione del filosofo dalle fave, appunto.
se ne danno due interpretazioni
  1. Secondo una teoria, le fave sarebbero state evitare perchè secondo le credenze sarebbero stata causa di una malattia abbastanza grave, consistente in una marcata anemia. Il fatto è, a quanto sembra, che tale sindrome, detta appunto favismo, manifestasse i primi sintomi, dopo aver mangiato fave, legume molto diffuso in Grecia.
  2. La seconda teoria invece si rifà a quello che vi avevo accennato, e cioè al fatto che secondo la tradizione popolare, il frutto della fava sarebbe da ricollegare al culto dei morti, e sarebbe dunque di cattivo auspicio.
Dall’ VIII sec. il primo di novembre si celebra la ricorrenza di tutti i Santi, festa grande per la cristianità.
Il giorno seguente è votato alla commemorazione dei defunti, il cui culto è antichissimo. Per i Romani il “tempo dei trapassati” durava un’intera settimana di febbraio, ultimo mese dell’anno, quello purificatore. La festa dei morti era venerata perché: “da i morti nasce la vita, come dai semi nasce il frutto”. La gente presumeva che nei semi delle fave nere si ritrovassero le lacrime dei trapassati. Diversi i riti dell’epoca: uno, fatto per implorare la pace ai morti, consisteva nel cospargere di questi legumi le tombe; l’altro, eseguito per scaramanzia, era realizzato gettandosi le fave dietro alle spalle e recitando le parole: “con queste, redimo me e i miei”.
Nonostante ciò, le fave costituivano anche l’alimento più emblematico della ricorrenza. Nei festini mortuari, per scopi propiziatori, venivano offerte ai poveri che le mangiavano crude (perché cotte erano di pertinenza dei benestanti).