Mentre gli ultimi giorni gocciolano le ore, vado frugando tra i libri per trovare qualcosa da portare al mercatino dell'ultimo giorno di scuola (sempre che riusciamo ad rganizzarlo) e mi imbatto nella mia copia delle liriche di John Donne, che all'interno portano la tetra data di "Aprile 1999". Superata la vertigine temporale mi ricordo di un bellissimo pensiero , tratto dalla Meditazione 17.
No man is an island,
Entire of itself.
Each is a piece of the continent,
A part of the main.
If a clod be washed away by the sea,
Europe is the less.
As well as if a promontory were.
As well as if a manner of thine own
Or of thine friend's were.
Each man's death diminishes me,
For I am involved in mankind.
Therefore, send not to know
For whom the bell tolls,
It tolls for thee.
Nessun uomo è un'isola, completo in se stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto. Se anche solo una nuvola venisse lavata via dal mare, l'Europa ne sarebbe diminuita,
come se le mancasse un promontorio, come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi,
o la tua stessa casa. La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell'umanità.
E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: suona per te.
Alcuni di voi poi potranno accorgersi che il verso sottolineato è celebre e zeppo di rimandi, ma non sarò io a svelarli...